Friday, 13 January 2012

Ricetta Brownies di Signorina PrimaVolta!

L'ultimo dell'anno, in un momento di nostalgia canaglia, ho voluto cimentarmi nella preparazione di un dolce di cui ero ghiotta a Londra: i Brownies! E così, sulla scia del mio motto c'è sempre una PrimaVolta, mi sono rimboccata le maniche e ho cercato su internet la ricetta...Purtroppo ogni sito dava dosi e ingredienti completamente diversi, per cui ho fatto una cosa poco da cuoca e molto da matematico: ho raccolto tutte le ricette (prevalentemente da siti americani), e ho fatto una statistica degli ingredienti e rispettivi dosaggi. Se le mie "cavie" avessero saputo la fonte reale della mia ricetta, probabilmente non si sarebbero fidati! Invece il risultato è stato ottimo, e le mie "cavie" sono state contente...i miei Brownies sono piaciuti così tanto che non ho avuto il tempo di fare una fotografia! Spariti in 5 minuti :D Ecco la ricetta:

INGREDIENTI

150g Farina
150g Cioccolato fondente
250g Zucchero
150g Burro
1 cucchiaino di lievito
2 uova
70g noci (a scelta)

PREPARAZIONE:

Sciogliere insieme burro e cioccolato fondente a bagnomaria (o nel microonde è più veloce!) e far raffreddare.
Sbattere le due uova e aggiungere lo zucchero e farina e lievino setacciate. Infine aggiungere il burro e cioccolato sciolti. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungere le noci tagliate in pezzi non troppo piccoli.
Versare il tutto in una teglia ricoperta da pellicola da forno.
Mettere la teglia nel forno portato a 180° per 30 minuti.
Verificare con uno stuzzicadenti la consistenza: la superficie dovrà essere croccante ma l'interno morbido, quindi non vi allarmate se lo stecchino affonda troppo.
Aspettate qualche minuto e poi tagliate in pezzi quadrati.

Et voilà! I brownies alle noci sono pronti per essere mangiati...o come è successo a casa mia, divorati!

Saturday, 10 December 2011

I best seller sono libri o un insieme di citazioni scelte con l'ambarabaccicciccoccò?

Ritorno dopo anni su questo blog che nessuno legge e/o commenta, per parlare di una cosa che recentemente mi sta molto a cuore...cioè i c.d. Best Seller(s)!  Secondo Wikipedia:
Un best seller o bestseller è un libro di grande successo commerciale nel breve periodo (letteralmente l'espressione inglese significa "che vende meglio").
Secondo me:
Un best seller o bestseller è un insieme di citazioni scontate e scopiazzate, che le ragazzine scrivono sul proprio diario e che tutti scriviamo sul nostro status di facebook...ah si, e poi c'è anche il libro.


In pratica sto parlando di Coelho e Fabio Volo. E tanti altri.
Tempo fa mi ero imbattuta in un gruppo di amici (in senso lato) brasiliani, con i quali era partita una fitta conversazione che toccò anche il profilo letterario, e così mi ritrovai a citare Coelho, di cui non avevo mai letto niente, per cui non ricordo neanche perché l'avessi nominato, fatto sta che la risposta è stata: in Brasile Coelho non è così famoso come in Europa, anzi è rinomato per rubacchiare le storie di altri autori, diciamo così, "minori", e spacciarle per proprie. Essendo del tutto indifferente alla questione, mi sono limitata ad annotare mentalmente il commento e farne tesoro. Poi c'è stato un mio amico, il quale senza mezzi termini mi dice che ha letto qualche libro di Coelho, ma l'impressione è sempre stata quella di "essere preso un pò per il culo". Annotato pure questo mentalmente. Ma non è possibile, penso, ho letto un sacco di citazioni bellissime dei suoi libri su tanti siti internet, è impossibile... Ho voluto aspettare il momento giusto, non farmi prendere dalla diffidenza e dal pregiudizio che avrebbero indubbiamente condizionato il mio parere sul libro... Ho scelto "il cammino di Santiago" e devo dire...non mi è piaciuto per niente. Allora ho capito che una citazione è come una traduzione: non la si può decontestualizzare. E' nell'insieme che il tutto acquista un senso. E in questo insieme, un senso non c'era proprio... Mi è successa la stessa cosa in questi giorni leggendo Fabio Volo. Era diventato talmente famoso (anche) come scrittore, da aver suscitato la mia curiosità. "Un giorno in più"...mah...sono rimasta molto delusa. La storia era "carina" ma quanti luoghi comuni buttati li, frasi fatte e pensieri impacchettati e venduti, o addirittura riciclati.
La cultura era l'unica cosa rimasta in questo paese e nel mondo in generale, l'unica cosa che era forte e potente. La lettura era l'unico piacere non ancora contaminato...e invece...Però almeno, nel bene o nel male, questi scrittori come tanti altri (ora mi viene in mente Twilight) riesco a portare il piacere della lettura anche tra gli adolescenti di oggi, che di solito della cultura se ne fregano, non importa se non sanno pronunciare "Breaking Dawn" (si legge "dOun" non "dAun" MINCHIA!!).

Sunday, 9 October 2011

La mia prima Vision Board!

"Non ho più scuse, l'estate è già finita da un pò ed ho veramente bisogno di caricarmi e riprendere alla grande...ho un sacco di progetti in ballo e obiettivi da raggiungere..."
Ecco cosa mi sono ripetuta e ripetuta stamattina, complice anche il discorso di Steve Jobs che stanno mandando ripetutamente in televisione ora anziché anni fa (la solita ipocrisia mediatica).
E così ho pensato di creare la mia prima Vision Board!! Per chi non sappia cosa sia, ho aggiunto un link in inglese che spiega a cosa serve e come crearla. Sarà pure la solita fanatica americanata, ma voglio proprio provarci. E il motivo è semplice: voglio riscoprire quali sono i miei veri obiettivi, quali sono le cose che mi renderebbero felice...Voglio trovare le mie passioni, e voglio continuare a cercare senza fermarmi... Non voglio accontentarmi!

Monday, 19 September 2011

Ma noi italiani siamo razzisti o...?

Qualche giorno di qualche settimana fa aspettavo l'autobus per tornare a casa quando, ad un certo punto, vengo attratta da una conversazione un pò accessa. C'erano due signori anziani e un ragazzo di colore. Per dare più esalto all'argomento del post, andrò a chiamare i primi "vecchi", il secondo "neGro".
I vecchi dicevano al neGro: "Tornate da dove siete venuti... Che noi c'abbiamo già i nostri problemi...Voi date solo fastidio" mi sono guardata intorno ma non c'erano altri neGri, per cui non capivo l'insistenza della seconda persona plurale...Mi ha molto ricordato i miei amici nei dibattiti accesi sulle loro squadre del cuore, quando parlano utilizzano il NOI e il VOI quasi fossero in prima persona coinvolti nei processi decisionali del panorama calcistico.
Non ho potuto fare a meno di intromettermi nel discorso, tenendo presente ai vecchi che queste persone vengono da situazioni ben più difficili delle nostre, che i "nostri problemi" sono niente a confronto dei loro. E che nessuno ci viene a rubare il lavoro (questa affermazione l'ho sentita dire spesso, e ogni volta la trovo troppo divertente) perché il lavoro - semplicemente - non c'è.
Salutandomi, il ragazzo - ops scusate, volevo dire neGro - mi ha ringraziato ed è stato allora che l'ho vista nei suoi occhi, la Speranza. Quello che per noi può essere visto come un semplice atto di solidarietà, per altri può cambiare la giornata e, chissà, magari anche di più. 
Che fine hanno fatto i vecchi? Erano li ancora a parlocchiare e lamentarsi, ma questa volta degli aumenti del prezzo dei farmaci, e delle farmacie in generale. Morale: non so quanto noi italiani possiamo considerarci razzisti e quanto invece, semplicemente ci piace lamentarci di tutto ciò che in fondo non ci riguarda personalmente (tra cui appunto gli immigrati, e aggiungerei anche i gay). Siamo un tantino rompicoglioni.

Saturday, 6 August 2011

La nuova era dei discount online: Privalia, groupalia...

Da quando c'è stato il boom di questi siti, non ne posso più fare a meno! Addio giri noiosi per negozi, camerini senza aria condizionata e vestiti che giocano a nascondino fra gli scaffali (ad h&m succede spesso!). Finalmente ho la possibilità di avere tutti i vestiti in fila, non li devo provare, e hanno prezzi molto bassi. Un portachiavi a 5 euro è un affare!...in verità non lo è, ma nei negozi ormai un cazzino del genere non lo si paga meno di 15 euro, manco vi dovessi agganciare direttamente l'auto! Pollice alzato quindi per Privalia!

Stessa cosa non la si può dire degli altri siti, quelli che danno  la possibilità di "restaurarsi" dall'estetista o di sfamarsi in ristoranti a basso prezzo (o prezzo equo come mi piace definirlo). Il problema sorge, una volta prenotato il coupon e chiamato il numero, presentandosi di persona...Le prenotazioni magicamente spariscono dall'agenda oppure PROPRIO quel giorno non accettavano coupon...mah mah ho chiamato stamattina...NON ERAVAMO NOI...(faccia perplessa...) Ieri per esempio sono andata al ristorante con il mio ragazzo. Tutta in tiro, ci tengo a precisare perché non capita mai. Il tipo ci dice che no, il venerdi non accettano coupon perché la sala è già piena....mi guardo intorno...la sala era deserta, salvo per la palla di fieno che in quel momento è passata tra noi. Ricordo al tipo che avevo chiamato quella mattina e nessuno mi aveva detto nulla, e anzi avevo prenotato regolarmente. La risposta è stata abbastanza disarmante: non ho risposto io, quindi no.
Io mi chiedo con molta franchezza: ma che cazzo fate a fare queste offerte se poi non volete accogliere i clienti??? La serata è finita molto più romanticamente (senza filo di ironia) in un chiosco di panini.
Morale della favola: Fanculo, "pane e merda" forever!

Thursday, 28 July 2011

Traumi infantili...

"Cadere dal seggiolone" è sicuramente il più celebre tra i traumi infantili, nonché il più citato nelle goliardiche burle tra amici. Senza dilungarmi troppo sulla dubbia irreversibilità dei traumi fisici e cranici provocati da una caduta dal seggiolone, mi piacerebbe parlarvi del mio personale trauma psicologico infantile, al quale rischio peraltro mi esponevo costantemente sopratutto durante le feste cittadine. Parlo del palloncino ad elio che si disperde nell'universo in un tempo variabile dai 3 minuti alle 2 ore dall'acquisto. Ogni volta che mio padre mi comprava un palloncino facevo lo stesso errore: dimenticare che da li a poco me lo sarei lasciato sfuggire dalle mie manine evidentemente di burro e l'avrei visto allontanarsi nell'aria sempre più lontano. Mi domandavo cosa ci facesse Dio con tutti quei palloncini... Possiamo dire che ciò ha influito in parte al mio scostamento dalla fede cristiana.
E poi piangevo ogni volta e ripromettevo a me stessa che non avrei più sofferto per lui, ed invece poi ci ricascavo...Notate qualcosa? Traumi infantili cazzo! Ci condizionano la vita!

(La foto l'ho fatta io, ma il palloncino non era mio...)